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Compagnia: Teatro della Clavicola – Rep. di San Marino
Con: Sara Semprini, Sara Bocchini, Ognjen Tomic, Donatella Andria, Enoch Marrella, Michele Iodice, Mattia Agatiello.
Drammaturgia, regia e allestimento scenico: Michele Pazzini ed Emanuele Serpentini
La parola non soltanto trasmette amore, ma infonde la vita.
La parola uccide quando, tagliente penetra nel corpo, rubando cuore e ragione.
Se Benigno, l'infermiere che si occupa della giovane danzatrice Dora è in grado, da mesi di parlarle, oltre che di lavarne, massaggiarne, accarezzarne il corpo, splendido ed inerte, Ippolito, non riesce, o non vuole farlo con Fedra né quando è in vita, né dopo la morte. Da un lato, la passione, la sfida di un sentimento da difendere ad ogni costo e contro tutto e tutti, trasforma nel sesso forte Benigno, uomo fisicamente debole ma virilmente potente nella sua fede assoluta nell'amore. Dall'altro, il disamore che Ippolito prova per se stesso porta alla sua autodistruzione e a quella di Fedra che, con il voler concedersi a Ippolito, compie l'estremo tentativo di fare qualcosa di unico per il figliastro, perché comprenda e venga sedotto dal suo impeto sentimentale.
CHI É DEBOLE? CHI É PURO, CHI É SPORCO?
Il testo dà espressione all'accanimento nei confronti del pregiudizio mostrando sulla scena come il "mostro" sia generato dalla necessità dell'opinione pubblica di credere in una netta separazione tra il bene e il male. L'incoraggiamento nasce dalla certezza che la minaccia scaturisce da qualcosa di lontano, da un fenomeno anormale che non ha nulla a che vedere con le zone d'ombra insite nella natura umana. Mette in guardia sull'eventuale imprevedibilità dello scatenarsi della bestia nell'essere umano, quando è messo alla prova.
L'unica certezza che rimane? Le donne, immerse nel sacrale sonno del coma, diventano divinità immobili capaci di togliere e restituire il senso dell'esistenza a chi le ama.
LA DRAMMATURGIA
“Amore oltre il silenzio” nasce da una drammaturgia derivata dalla commistione tra la sceneggiatura del film “Parla con lei” di Pedro Almodovar e il testo “Phaedra's love” scritto per il teatro da Sarah Kane. Parti, di questi due spunti operativi, sono state scelte per essere poi riscritte, tagliate, eseguendo un interscambio fra i personaggi dell'una e dell'altra opera, mettendo quindi in bocca a personaggi dell'opera cinematografica parole dei personaggi della Kane; a questo vanno aggiunti altri brani scritti direttamente dalla compagnia. L'insieme che ne è derivato a dato vita al copione di “Amore oltre il silenzio”, costituito da venti scene.
LA TRAMA
“Amore oltre il silenzio” è ambientato in un paese immaginario ed è composto da due storie, inizialmente distinte, che finiscono con l'intrecciarsi. Da un lato abbiamo Dora, una giovane danzatrice in coma, Benigno, un infermiere innamorato di lei, un secondo infermiere, una giornalista arrivista in carriera con il suo programma televisivo. Dall'altro lato Fedra, una donna impegnata in politica, moglie del presidente di stato Teseo, innamorata del figliastro Ippolito, e uno psichiatra. Subito dopo il matrimonio Teseo deve andare all'estero e Fedra rimane sola e cede al desiderio abbandonandosi tra le braccia del figliastro Ippolito che è un ragazzo senza futuro, senza ambizioni, senza progetti. Lei ne è molto innamorata ma lui la tratta come una puttana. A seguito di ciò tenta di togliersi la vita ma non ci riesce: Fedra entra in coma. La sua stanza è accanto a quella della giovane ragazza. Teseo rientra in paese e passa molto tempo in clinica accanto alla moglie; qui incontra Benigno ed ecco le storie intrecciarsi perché i due uomini condividono l'amore per due donne per le quali la parola vita è seguita da un enorme punto interrogativo. Ma mentre per Teseo la vita della donna che ama non è vita, per Benigno è qualcosa di diverso, lui desidera e sogna un futuro insieme alla ragazza, la sua passione è così forte da oscurare la ragione e all'interno della clinica, Dora verrà scoperta incinta. Benigno viene messo in carcere, insieme ad Ippolito accusato di aver causato il tentato suicidio della madre. Grazie al parto Dora torna ad una vita normale. Senza sapere della rinascita di Dora e non vedendo alcun futuro davanti a sé, Benigno si toglie la vita.
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