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con: Andrea Arcangeli, Giulia Ceccoli, Valentina Pazzini, Beatrice Renzi regia: Michele Pazzini musiche originali: Angelo Guidi installazione: Lorella Mussoni proiezioni: Sai-borg luci: Emanuele Serpentini produzione: 2002
Che cosa siamo e cosa rappresentiamo come esseri umani? Come può ognuno di noi esibire con orgoglio la propria insostituibile unicità? Cosa portiamo dentro di n oi? Abbiamo ricercato insieme un elemento comune: abbiamo trovato l'Ombra. L'ombra è diventata così la protagonista dello spazio scenico come riproduzione del corpo degli attori ma anche come corpo che riproduce un altro corpo. Ombra come il doppio di noi stessi, come il doppio di un'immagine. Ombra che segue, si sdoppia, cammina e vive la scena, che percorre la vita altrui e infine la invade. Abbiamo esplorato la possibilità per un individuo di essere l'ombra di un altro individuo in un momento in cui ogni cultura cerca di imitare un'altra cultura; la violenza di un'ombra che si plasma su un corpo o su di un'altra ombra come la violenza di imporre cultura e norme sociali in una realtà totalmente diversa. Ecco che lo ombre di fondono e si scambiano; ci danno ognuna la propria testimonianza; si uniscono e infine si separano per salvaguardare la propria essenza e per non cadere vittime di quella trappola che intende creare un universo omologato. "Ombre" unisce al lavoro degli attori e del regista, quello di un musicista - presente sulla scena con tre chitarre - e la collaborazione di due artisti sia per la proiezione delle diapositive sia per l'installazione, che prendono vita all'interno di questo lavoro. Fonti ispiratrici: Carlo Lucarelli, Dostoevskij, Saffo, Virgilio.
Lo spettacolo è il "prodotto" finale di Laboratorio Zero, spazio di ricerca teatrale promosso dal Teatro della Clavicola. Il laboratorio è iniziato nel febbraio 2002 per concludersi quattro mesi dopo con questa performance. Nel lavoro di laboratorio si è affrontato l'essenziale, costruendo un training in grado di attivare al meglio le armi dell'attore: il corpo e la voce. Gli allievi hanno lavorato individualmente e in gruppo, concentrandosi sull'uso dello spazio, dello sguardo, del ritmo.

Abbiamo creato con il corpo e con la voce riuscendo spesso ad uscire dai binari del gesto, movimento e suoni quotidiani. Poi è arrivato il testo e in seguito è nato "Ombre".
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