Testi, scena, regia: Michele Pazzini
Suoni e luci: Emanuele Serpentini
Musiche: Ryuichi Sakamoto, Goran Bregovic, Yann Thiersen, Bjork
Rielaborazioni dei brani di G. Bregovic e della voce fuori scena: Michele Pazzini e Sai-borg
Playbill: foto di Emanuele Serpentini, realizzazione grafica di Sai-borg
Produzione: 2001

Passeggero, Ascoltami cambia continuamente. E' un lavoro in continua evoluzione. Ad ogni nuovo stimolo cambio una scena, integro un messaggio nuovo, taglio, sostituisco; è un'opera che non rimane mai fissata. Non ho voluto rappresentare dei ruoli. Non voglio fare i miei personaggi, non voglio "imitare" un folle, un disabile, un barbone ... preferisco essere il loro "medium", un mezzo attraverso cui sgorgano delle parole, dei pensieri. Non so fin dove può arrivare il teatro e se questa mia opera si può definire teatrale; mi piace usare però il termine di "teatro relazionale" quando devo descriverne la forma - ma penso che non basti; c'è molta contaminazione. La parola è semplice ma carica di significato, mai retorica ma quotidiana, utile e non di contorno. Ogni singola parola ha un suo peso, come in tutto il teatro che ne fa uso. Succede una cosa veramente speciale: ci si guarda negli occhi, da vicino - e le emozioni vanno a mille! Ho voluto creare un contenitore con all'interno la società parallela, quella degli emarginati e di coloro che vivono in una situazione di disagio. Sono quelle persone la cui voce è sentita raramente da quelli che vivono la società "overground". Talvolta sono contenti del luogo che si sono creati, altri invece parlano allo spettatore delle proprie difficoltà oppure chiedono di essere integrati, altri ancora esprimono il desiderio di voler vivere in una società diversa da quella presente, che sia in grado di accoglierli.

Il gioco ha sede nell'immaginazione dello spettatore e nelle sua volontà o non-volontà di voler invertire (o di voler vedere invertiti) trasformare i ruoli della società, di voler cambiare la gestione della struttura sociale. Il gioco nasce quando lo spettatore decide di transitare per la stanza. Questo transito si trasforma anche in un viaggio utopico; chiediamoci: dove la si trova una persona pronta ad ascoltarci totalmente? Uno spazio su cui dipingere un nostro desiderio e vedere che nel bene o nel male si materializza? Dove trovare qualcuno pronto a baciare le nostre ferite? Cerco di portare lo spettatore a vedere, sentire o essere un doppio di se stesso o qualcuno di diverso da sé. Sono il doppio di un essere umano che continuamente prende corpo e forma da una dimensione all'altra ma che resta sempre intrappolato nelle regole della struttura sociale, dalla quale invece vorrebbe evadere. Ascoltami: ascoltare la voce degli emarginati. E' un invito ad ascoltare non con l'udito ma con lo spirito. ad offrire un ascolto estremo. Passeggero: è lo spettatore, colui che ascolta. E' la fonte di energia necessaria per produrre l'opera. Il "ti prego" ripetuto all'interno delle varie situazioni è un puro bisogno d'aiuto. Lo spettatore è libero di scegliere. Al termine consegno la mappa del percorso che ogni invitato ha compiuto. Voglio rendere l'opera il meno ermetica possibiile. Il pubblico sceglie liberamente se leggere la mappa oppure tenersi la propria interpretazione.

 

 

 

Ho voluto trattare temi cari alla mia sensibilità: i problemi relativi all'integrazione, all'etichetta; la ricerca di un ghetto in cui uniformarsi, l'esigenza di una solidarietà e di un impegno sociale nei confronti degli oppressi, dei disagiati. Da questo emergono aspirazioni e desideri dei protagonisti della vicenda (che sono anche i miei): la distruzione delle classi, l'eliminazione totale delle barriere architettoniche, la fine delle discriminazioni sessiste, le nuove famiglie, la volontà di cambiare le consuetudini comunicative utilizzando, ad esempio, una traccia lasciata sul corpo; quest'ultima per me significa voler rifondare una forma di linguaggio più primitiva e di contatto. Il gioco esplode nel finale, quando viene stravolto il senso dei riti, vivendo quindi un funerale come se si trattasse del carnevale o di una cerimonia nuziale. (Michele Pazzini)

" ... SONO SCESI PER MOLTE RAGIONI. LA PENURIA DI ALLOGGI E L'INADEGUATEZZA DEI SUSSIDI. ALCUNI SCENDONO PER SICUREZZA, PER SFUGGIRE ALLA CRUDELTA' DIFFUSA. SCENDONO PER SFUGGIRE LA LEGGE , PER USARE DROGHE E ALCOOL SENZA ESSERE DISTURBATI DALLA FAMIGLIA, DAGLI AMICI ... DALLA SOCIETA'. ALCUNE FAMIGLIE SCENDONO PER EVITARE DI DARE IN ADOZIONE I LORO FIGLI. ALTRI, VERGOGNANDOSI DELLA POVERTA', DELL'EVIDENZA DEL LORO FALLIMENTO NELLA SOCIETA' E DELL'ASPETTO MISERABILE, CI VANNO PER EVITARE DI VEDERE LA PROPRIA IMMAGINE RIFLESSA NELLE VETRINE DEI NEGOZI CUI PASSANO DAVANTI. CERTI, SPROFONDANO PER DEGENERARE LENTAMENTE, AL RIPARO DALLA GENTE DI SUPERFICIE, IN UN POSTO CHE CONSIDERANO CASA PROPRIA.

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