Due uomini apparentemente uguali. Semplici ricordi fatti di odori, azioni, sapori, riaffiorano e costruiscono poco a poco la storia della loro vita. Tutto sembra uguale, ripetuto, come se i due personaggi avessero qualcosa in comune. Ma cosa? La serialità delle azioni, il ritmo dei movimenti nascondono qualcosa di oscuro e misterioso: preparazione dell'evento, realizzazione, distensione, scarico emozionale. Sono davvero due semplici uomini? Ancor più forte: sono due assassini seriali? Chi è assassino e chi non lo è? Lentamente ci si ritrova all'interno di un carcere con due uomini: un serial killer e un criminologo. Ha inizio l'indagine. Il criminologo, fermo sulle sue posizioni scientifiche e basandosi sulle statistiche, ricerca i perché degli omicidi, analizza scrupolosamente. L'interrogatorio procede e l'indagine si sposta sul lato oscuro che gli esseri umani tendono a reprimere: l'istinto omicida.

 

Ecco allora con quali domande Sotto Pelle ricerca la verità: gli uomini, nei propri gesti quotidiani e in tutte le azioni che compiono, sono degli assassini? E ripetendo, abitudinariamente, azioni e gesti quotidiani, possono gli uomini trasformarsi in assassini seriali? Sotto il comune interrogatorio che avviene tra i due personaggi, cosa si nasconde? Da sotto lo strato dei dialoghi emerge la volontà - da parte dell'assassino - di far prendere coscienza al criminologo della propria verità e quindi di ricordare. Alla fine ecco nuovamente le due figure confondersi fino a diventare un uomo solo, assassino, con la possibilità di accettare le proprie azioni come qualcosa di "normalmente quotidiano" e annullare in questo modo il fascino della morale.

Ispirazioni e riferimenti: il Tango, 'Serial Killer' di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi, 'Serial Killer' di Marco Palladini, la strega di Hansel e Gretel.

Sotto Pelle ha debuttato tra i finalisti del Festival internazionale di teatro Calanchi di San Marino nell'edizione 2003; ha partecipato alla rassegna Autoproposte nell'ambito della stagione 2003/04 di Pianoterra; inoltre fa parte degli otto spettacoli finalisti del Festival delle Arti di Bologna, edizione 2004.

" ... Primo giorno dell'anno. Sono seduto su una panchina di legno, il vento soffia sulla mia faccia. Piccoli vortici intorno agli occhiali scuri. C'è il sole io lo sento. C'è l'acqua, la gente che passa dietro di me. Stanotte come avrei voluto essere con Debora. Ho conosciuto un uomo. Ero praticamente a caccia e sono piombato in un mondo di non suoni. Tutto sembrava surreale. Parole, parole, parole volavano ma io non le sentivo, non le capivo. Sono attratto da quel lento e preciso movimento dei suoi gesti. Una certa sicurezza chirurgica, una precisione agghiacciante. Divide, separa, spezza, ordina con febbrile ma precisa rapidità. Chi è veramente? ... "

" ... Riconoscevo in quei gesti qualcosa di molto caro. Debora metteva sempre a posto le mie cose quasi fosse vitale per lei avere tutto in ordine. Strane coincidenze che si ripetono e fuggono via come la mia strana sensazione che ho nel cercare di capire quell'uomo. Del resto questo è il mio compito. Capire, capire, capire, capire ... trovare un motivo, una risposta a tutto. Ma allora perché proprio Debora? Perché proprio lei doveva finire in quel modo? Si alza il vento la schiena mi fa male forse è meglio un altro giorno. Mi fermo a guardarlo ... " <

"Voce fuori campo: La ricetta di Donna Leonarda: prendete una ragazza madre. Uccidetela. Tagliatela a pezzetti piccoli. Bollite le parti del corpo nella soda caustica. Otterrete un buon sapone all'aroma di ragazza madre. Prendete una nubile, maestra di un piccolo asilo privato. Uccidetela. Tagliatela finemente e bollite i pezzi del corpo nella soda caustica. Avrete saponi all'odore di maestra. Prendete una cantante soprano. Uccidetela e tagliatele il corpo in tanti pezzi. Bollite il tutto nella soda caustica. Otterrete un favoloso sapone al gusto di soprano."


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